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Iran, c’è l’accordo sul nucleare

Il Direttore Generale IAEA Yukiya Amano e il Vice Presidente della Islamic Republic of Iran Ali Akhbar Salehi alla firma dell'accordo, Vienna, 14 luglio 2015.
Il Direttore Generale IAEA Yukiya Amano e il Vice Presidente della Islamic Republic of Iran Ali Akhbar Salehi alla firma dell'accordo, Vienna, 14 luglio 2015.

Raggiunto oggi a Vienna accodo – “Road-map for the clarification of past and present outstanding issues regarding Iran’s nuclear program” – tra Iran e delegazioni diplomatiche di Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Cina, Russia e Germania per prevenire lo sviluppo di armi nucleari.
Imposti quindi dei limiti allo sviluppo del programma iraniano, in cambio stop alle sanzioni economiche.
Naturalmente questo avverrà dopo che l’Aiea, l’Agenzia Onu per il nucleare, avrà potuto verificare che vengano effettivamente prese le misure previste dall’accordo.
L’alto rappresentante per l’Unione Europea, Federica Mogherini, aprendo la riunione plenaria finale che ha condotto alla ufficializzazione del trattato, con accanto il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha annunciato: “L’accordo è formalmente concluso. Si apre un nuovo capitolo nelle relazioni internazionali. E’ il risultato di un lavoro molto duro di tutti noi, ringrazio tutti coloro che siedono a questo tavolo e anche chi sta dietro e ha lavorato per mesi e anni per raggiungere questo punto. Un segnale di speranza lanciato al mondo”. Zarif ha definito “non perfetto” l’accordo ma “storico” il momento perché apre il capitolo della “speranza”.

Yukiya Amano, direttore generale dell’Aiea, l’agenzia Onu per il nucleare, aveva precedentemente confermato che la Repubblica Islamica iraniana “ha approvato il testo finale dell’accordo e lo ha firmato”, come riporta al Alam, emittente televisiva iraniana in lingua araba. A seguire, l’annuncio della tv di Stato iraniana: “Raggiunto un buon accordo con le potenze mondiali”. Nelle prossime settimane, “pochi giorni” secondo il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, il trattato sarà oggetto di una nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu e necessiterà della ratifica, non scontata, da parte del Congresso degli Stati Uniti e del Majlis, l’assemblea legislativa iraniana.
E Barak Obama: “Se l’Iran violerà l’accordo tutte le sanzioni saranno ripristinate e ci saranno serie conseguenze.”

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